Quelle voci sul rimpasto di governo e sul ministero della Giustizia
Le nuove inchieste sulla Lega aggiungono tensioni all’interno del governo e riportano di nuovo alla ribalta il tema della giustizia
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11 DEC 18
Ultimo aggiornamento: 08:10 PM

Ieri in fondo alla pagina delle lettere sulla Verità era pubblicata un email di un lettore che intendeva porre in modo plastico la questione del rapporto fra popolo e élite. “Chi ha applaudito a lungo il presidente Mattarella alla Scala? Gente in smoking e signore eleganti. E il popolo che ne pensa?” L’immagine pesca nel repertorio della sceneggiata, come non pensare agli “Ommin’ in frak e femmene pittate” della scena finale di “O’ zappatore”? La rappresentazione dell’evento politico, creatosi con il lungo applauso, è indubbiamente rozza ma efficace. Si potrebbe obiettare che alla prima della Scala c’è anche il popolo dei loggionisti e anche persone che risparmiano per concedersi un appuntamento culturale per loro importante. Tutto vero ma non servirebbe a nulla. La lettera è invece utile per ricordare come il punto di caduta di una crisi politica che pare sempre più prossima sarà inevitabilmente la presidenza della Repubblica. Dicembre non è solo il mese che evoca il rischio dell’esercizio provvisorio. Le nuove inchieste giudiziarie sulla Lega aggiungono tensioni all’interno del governo e riportano di nuovo alla ribalta il tema della giustizia. Non necessariamente si arriverà a elezioni anticipate ma stanno crescendo le voci di un rimpasto di governo a gennaio. Anche in questo caso sarebbe necessario passare dal Quirinale e potrebbero crearsi problemi molto simili a quelli già visti al momento della formazione del governo in carica. Non solo per i ministeri economici, se sarà confermato che uno dei ministeri che cambieranno titolare potrebbe essere quello della Giustizia.